La plusvalenza dalla vendita dell'A/10 trasformato in A/2
Nel 2008, una società immobiliare, in forma di Srl, ha riscattato, al termine del leasing, un immobile di categoria A/10 (studi e uffici), per il quale sono stati dedotti i corrispondenti canoni. L'immobile è sempre stato locato a terzi e, contabilmente, è sempre stato rappresentato fra le immobilizzazioni. Nel 2013, è stata variata la categoria catastale dell'immobile, da A/10 in A/2 (abitazioni), e, in seguito a tale variazione di classamento, non sono stati più dedotti i costi e gli ammortamenti corrispondenti. Nel 2024, poi, lo stesso immobile è stato venduto, generando una plusvalenza. Si chiede come calcolare tale plusvalenza e qual è il suo relativo trattamento fiscale: corrispettivo meno residuo ammortizzabile (comprensivo della percentuale di scorporo del terreno), a cui applicare in proporzione la percentuale di ammortamenti detratti, per calcolare la quota tassabile e, di conseguenza, quella non tassabile? La plusvalenza può essere rateizzata in cinque anni?
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