EREDITÀ: I CONTI COINTESTATI E LO SVINCOLO «PRO QUOTA»
Scrivo in riferimento a un conto corrente bancario cointestato a due genitori e ai tre figli, a firme disgiunte. Alcuni giorni dopo il decesso di mio padre, richiedo un assegno circolare per un importo pari al 97% della provvista, che viene versato su un nuovo conto corrente, presso un'altra banca, cointestato agli eredi (la madre e i tre figli). Sul vecchio conto lascio un importo congruo per emettere assegno all’impresa funebre. Successivamente la banca mi informa di aver ricevuto comunicazione dall’Inps del decesso, invitandomi a portare l’atto notorio, che produco in giornata e in cui dichiaro che la madre e i tre figli sono gli unici eredi. Nell’occasione mi viene spiegato che, sebbene il saldo contabile sia positivo, la disponibilità è in negativo, affermando che la quota di mio padre non era disponibile. Informo quindi che giorni prima è stato emesso un assegno non ancora pervenuto alla banca. Tuttavia, l’assegno non viene pagato «perché privo di provvista», obbligandomi alla disciplina sanzionatoria. La condotta della banca è legittima?
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